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Confcooperative a Bruxelles: 4,3 milioni di imprese e oltre 11,5 milioni di occupati nell’economia sociale europea.

L’Umbria protagonista con il Presidente Carlo Di Somma e gli Onorevoli eletti in Umbria Laureti, Squarta e Nardella

sabato 28 marzo 2026

Bruxelles torna ad essere il cuore del confronto politico europeo e, in questo scenario, il sistema cooperativo italiano facente capo a Confcooperative si conferma interlocutore strategico all’interno di un comparto – quello dell’economia sociale – che in Europa conta oltre 4,3 milioni di imprese e più di 11,5 milioni di occupati. Un sistema nel quale le cooperative rappresentano una componente essenziale, con 4,5 milioni di lavoratori, di cui 1,3 milioni in Italia e circa 550.000 nelle 16.000 imprese aderenti a Confcooperative, pari a circa il 4% del PIL nazionale.

 

Il Consiglio di Presidenza di Confcooperative, guidato dal presidente Maurizio Gardini, ha incontrato a Bruxelles Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo, Raffaele Fitto, Vicepresidente della Commissione Europea e Tommaso Foti, Ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il PNRR, insieme a un’ampia delegazione di europarlamentari italiani. All’incontro, svoltosi presso il Parlamento Europeo, sono intervenuti circa 40 eurodeputati in rappresentanza di tutti i gruppi politici, tra cui le Vicepresidenti Antonella Sberna e Pina Picierno. Complessivamente, la delegazione ha coinvolto oltre 60 tra rappresentanti istituzionali, funzionari e stakeholder europei con i capi di gabinetto e i membri degli staff parlamentari. Nel corso della missione sono stati inoltre incontrati Mario Nava, Direttore Generale della DG Employment, e l’Ambasciatore Vincenzo Celeste.

Tra i presenti ai lavori anche il Presidente di Confcooperative Umbria, Carlo Di Somma, che ha partecipato attivamente ai lavori portando la voce dei territori e del sistema cooperativo regionale oltre agli europarlamentari eletti in Umbria Camilla Laureti, Marco Squarta e Dario Nardella, che hanno contribuito a rafforzare il dialogo tra istituzioni europee e realtà territoriali.

 

Nel corso dell’incontro, Gardini ha ribadito il peso dell’economia sociale in Europa e la necessità di politiche adeguate per sostenerla, soffermandosi su temi centrali quali appalti pubblici, politica agricola comune, credito cooperativo, energia, welfare, housing ed altro.

Accanto a queste priorità, il Presidente di Confcooperative ha posto con forza l’attenzione sull’impatto della crisi internazionale e dei conflitti in corso sui costi energetici e dei carburanti: «La guerra in corso – ha evidenziato Gardini – rappresenta uno shock economico senza precedenti per l’Europa. I rincari dell’energia e dei carburanti stanno generando effetti a catena su tutte le filiere produttive, colpendo in modo trasversale l’intero sistema cooperativo».

Un impatto che si traduce in difficoltà concrete: «Per le famiglie – sottolinea Gardini - significa un aumento significativo del costo della vita, mentre per le nostre cooperative vuol dire margini erosi, costi di produzione fuori controllo e una crescente difficoltà a programmare gli investimenti. In molti casi si tratta di costi che non possono essere trasferiti a valle, soprattutto nei servizi alla persona, con il rischio di compromettere la sostenibilità economica delle imprese». Da qui la richiesta di una risposta europea più incisiva: «Serve un’azione coordinata a livello europeo che punti a calmierare i prezzi, rafforzare l’autonomia energetica e sostenere concretamente le imprese. Le cooperative sono pronte a fare la loro parte, ma hanno bisogno di strumenti adeguati per affrontare questa fase straordinaria».

 

A rafforzare e declinare in chiave territoriale le parole del Presidente nazionale, ci pensa Carlo Di Somma. «Essere presenti a Bruxelles significa portare la voce delle nostre comunità dentro i luoghi dove si costruiscono le politiche europee. L’economia sociale non è un concetto astratto: in Umbria è fatta di cooperative che ogni giorno garantiscono lavoro, servizi e coesione nei territori, anche nelle aree più fragili». «Sugli appalti superare la logica del massimo ribasso è una battaglia di civiltà economica – prosegue Di Somma – e per noi significa tutelare la qualità dei servizi, la dignità del lavoro e la sostenibilità delle imprese cooperative, in particolare nel sociale e nella sanità territoriale».

Un passaggio importante anche sull’agroalimentare: «La difesa della politica agricola comune e il sostegno alle filiere di qualità sono fondamentali per una regione come la nostra. Le produzioni DOP, IGP e biologiche umbre rappresentano un patrimonio economico e culturale che deve essere sostenuto con politiche europee coerenti e lungimiranti».
Sugli scenari futuri il Presidente Di Somma ribadisce come «L’Europa debba accompagnare le transizioni senza lasciare indietro i territori. La cooperazione è uno strumento concreto per farlo, perché mette al centro le persone e le comunità. Per l’Umbria – conclude Di Somma – il tema delle aree interne è centrale. Senza servizi, senza lavoro e senza opportunità, il rischio di spopolamento diventa strutturale. Le cooperative rappresentano spesso l’ultimo presidio economico e sociale in questi territori. Per questo è fondamentale che le politiche europee, a partire dai fondi di coesione, riconoscano e sostengano con maggiore forza i modelli cooperativi come strumenti di sviluppo locale e di tenuta delle comunità».

 

L’incontro promosso da Confcooperative si conferma dunque come un momento di alto valore politico e istituzionale, capace di rafforzare il ruolo dell’economia sociale nel dibattito europeo. Per l’Umbria, la partecipazione attiva di Carlo Di Somma e il coinvolgimento dei propri rappresentanti al Parlamento europeo rappresentano un segnale chiaro: le sfide europee si affrontano anche partendo dai territori, e la cooperazione è pronta a esserne protagonista.